Pizza e Pasta italiana
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Editoriale del Mese
Aprile 2035. Parma accoglie la 43esima edizione del Campionato Mondiale della Pizza, un appuntamento che ormai rappresenta molto più di una competizione: è un osservatorio globale sull'evoluzione di uno dei piatti più amati al mondo. Quest'anno il tema centrale è "Radici e Futuro", un concetto che sintetizza perfettamente l'essenza del Mondiale. Le squadre sono chiamate a presentare pizze che mantengano intatta l'anima della tradizione ma che al contempo rappresentino le sfide del XXI secolo: sostenibilità ambientale, accessibilità nutrizionale, tecnologia alimentare. L'Italia, paladina storica della pizza, porta un progetto che racconta una storia di resilienza e innovazione. La squadra nazionale presenta una pizza realizzata con un impasto di grani antichi recuperati dalle zone colpite dai cambiamenti climatici. Le postazioni di gara sembrano laboratori di ricerca più che spazi per cucinare. Forni a energia solare, bilance che analizzano istantaneamente la composizione nutrizionale degli ingredienti, sistemi di raffreddamento a zero emissioni. Ogni dettaglio è pensato per ridurre l'impatto ambientale. Gli ingredienti raccontano una geografia nuova del gusto.
Si passa da farine prodotte con coltivazioni rigenerative a verdure provenienti da vertical farm urbane, da proteine al-ternative ottenute mediante fermentazione a formaggi creati attraverso innovative colture cellulari. La giuria del 2035 è un organismo complesso che supera il concetto tradizionale di valutazione. Siedono insieme maestri pizzaioli con oltre 40 anni di esperienza, chef stellati Michelin, nutrizionisti esperti in alimentazione sostenibile, ingegneri alimentari e rappre-sentanti UNESCO per la salvaguardia dei patrimoni culinari. Un algoritmo di intelligenza artificiale supporta il giudizio umano, analizzando parametri come l'equilibrio nutrizionale, l'impronta di carbonio, il bilanciamento degli ingredienti e il profilo sensoriale e di lievitazione.
Il Mondiale della Pizza 2035 è un manifesto culturale. Non si misura più solo la bravura nel preparare un disco di pasta ma la capacità di rispettare l'ambiente, innovare mantenendo le radici, nutrire in modo consapevole e raccontare storie attraverso il cibo. L'impasto della squadra italiana utilizza un lievito madre sviluppato in collaborazione con l'Università di Napoli, recuperato da un ceppo antico conservato nella biblioteca dei lieviti. I pomodori provengono da un progetto di agricoltura rigenerativa in Campania, i formaggi da un consorzio di piccoli produttori che utilizzano tecniche di alle-vamento a impatto zero. Il Mondiale della Pizza 2035 a Parma non è solo una gara ma una celebrazione. Celebrazione della creatività umana, del rispetto per l'ambiente e della capacità di reinventare anche il più tradizionale dei cibi. La pizza è viva e il suo futuro è più emozionante che mai.
Scritto con Claude 3.5, intelligenza artificiale generativa di Anthropic

di Antonio Puzzi
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